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🇨🇱 Cile · * 1999–2014 * 2022–presente

Los Bunkers

Los Bunkers suonano come rock con radici ancorate negli anni '70, ma con un piede ben saldo nel presente. Mescolano chitarre che ricordano i grandi del rock britannico — come The Beatles o The Who — con l’energia grezza di band cilene come Los Tres, senza perdere quell’essenza penquista che li definisce. Non è un suono che si ferma alla nostalgia: fin dall’inizio hanno incorporato elementi di Britpop, elettronica e persino lampi psichedelici, costruendo uno stile che gli ha permesso di emergere sulla scena locale senza incasellarsi. La loro proposta non era copiare, ma reinventare, e questo si nota nel modo in cui le loro canzoni oscillano tra il melodico e il tagliente, con testi che a volte sfiorano il poetico e altre si piantano nel quotidiano.

Il salto da Concepción a Santiago nel 2000 segnò una svolta decisiva. Fino ad allora suonavano nei bar universitari e alle feste locali, ma trasferendosi nella capitale trovarono un pubblico più ampio e l’opportunità di registrare il loro primo album in tempo record: due giorni e mezzo in studio, con un budget ridotto e attrezzature in prestito. Il risultato fu un album omonimo che, nell’ottobre dello stesso anno, già risuonava alla radio grazie a un singolo come El Detenido. Ma non si fermarono lì: nel 2001, il loro debutto in formato fisico — con una riedizione di Big Sur — li portò su MTV con un videoclip di Fantasías Animadas de Ayer y Hoy, e nelle classifiche con Entre Mis Brazos, il loro primo numero uno su Rock & Pop. Fu un anno di traguardi: collaborarono con Álvaro Henríquez in un tributo a Violeta Parra e continuarono a girare senza sosta, consolidando un suono che non era più solo locale, ma iniziava a risuonare oltre i confini.

300K Ascoltatori/mese

Dati, premi, membri e altro

Altro su Los Bunkers

Biografia

Tra i loro lavori più ricordati c’è Canción de lejos, pubblicato nel 2002 con Sony Music, dove esplorarono sonorità più atmosferiche e testi dal peso sociale, come in Miño. Ma fu La culpa (2003) a portarli a un altro livello: la rivista *Al borde* lo inserì tra i 250 album più importanti del rock iberoamericano, e il loro brano Miño finì nella lista delle 500 migliori del genere. Poi arrivò Vida de perros (2005), che l’edizione cilena di *Rolling Stone* posizionò tra i 50 migliori dischi nazionali. Non erano solo successi commerciali: erano riconoscimenti che validavano la loro ricerca costante, fosse nel rock classico, nell’elettronica o persino in un album tributo a Silvio Rodríguez, Música libre, che si rivelò essere il quinto disco cileno più venduto in formato fisico nel XXI secolo. La loro influenza ha oltrepassato generi e generazioni, e sebbene nel 2014 abbiano annunciato una pausa indefinita per dedicarsi a progetti personali, il richiamo della musica li ha riportati nel 2023 con una tournée che ha battuto ogni record: oltre 1,2 milioni di spettatori in Cile, Messico, Spagna e America Latina, inclusi due concerti storici allo Stadio Nazionale.

Dati

Nacimiento
1 ene 1999
País
🇨🇱 Cile
Género
Rock alternativo

Etichette discografiche

Columbia/Sony Music (2002–2003) [La Oreja/Feria Music (2005–2007) Universal Music (2008–2012) Evolución/OCESA Seitrack (2012–present) | associated_acts = | website = www.losbunkers.cl | current_members = Álvaro López Mauricio Durán Francisco Durán Gonzalo López CancaMusa | past_members = Manuel Lagos Mauricio Basualto