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🇲🇽 Messico · 1987–presente

Diego Luna

Se ascolti un tono caldo ma diretto, con quella sfumatura di complicità che solo le storie raccontate dall’interno possono avere, ti trovi di fronte al marchio di Diego Luna. Non è solo la voce di un attore che si muove tra cinema, teatro e regia, ma quella di qualcuno che costruisce personaggi stratificati, come se ogni ruolo fosse una prova generale per la sua stessa vita. Il suo suono — perché, in fondo, tutta la sua carriera è una colonna sonora — passa attraverso il dramma intimo di Y tu mamá también, dove il viaggio in auto con Gael García Bernal sembra più un’insonnia adolescenziale che un film. Qui non è più solo il Messico che tutti conoscono, ma quello che batte nei dettagli: la polvere delle strade secondarie, le conversazioni che iniziano con risate e finiscono nel silenzio, la musica di sottofondo che sembra un altro personaggio.

Ma dove si nota davvero che non segue regole è nel modo in cui alterna il commerciale con il personale. Nel 2001, quando Y tu mamá también lo portò a lavorare con nomi come Robert Duvall o Salma Hayek, avrebbe potuto restare nel circuito dei blockbuster. Invece, nel 2003 diresse Nicotina, una commedia nera in cui l’umorismo nero messicano si mescola a un ritmo che ricorda i migliori momenti del cinema indipendente. E se non bastasse, nel 2006 uscì Solo Dios sabe, un film che porta il peso dell’autobiografia: la storia di un giornalista che perde la madre, proprio come lui, e viaggia per il paese come un fantasma alla ricerca di risposte. Non è un caso che abbia scelto Alice Braga come protagonista; c’è qualcosa nel suo sguardo che aveva già visto in sé stesso anni prima.

1970s
8K Ascoltatori/mese

Dati, premi, membri e altro

Altro su Diego Luna

Biografia

Ciò che più sorprende della sua carriera è come bilanci il successo di massa con progetti che sembrano andare controcorrente. Nel 2007, ad esempio, decise di dirigere un documentario su César Chávez, un uomo che lottò per i diritti dei lavoratori nei campi. Non era un film per riempire le sale, ma per comprendere una lotta che è ancora viva. E poi c’è il teatro: in Festen, insieme a Diana Bracho e José María Yazpik, portò in scena un’opera tanto scomoda quanto necessaria, basata su un film danese che era già un terremoto emotivo. Ogni rappresentazione richiedeva 104 cambi di costume, come se il personaggio stesso si rifiutasse di stare fermo.

Ma forse l’aspetto più rivelatore del suo lavoro non sono i film, ma ciò che fa al di fuori di essi. Insieme a Gael García Bernal, fondò Canana Films, una casa di produzione che non cerca premi, ma storie che contino. Ecco Ambulante, il festival di documentari che attraversa il Messico mostrando realtà che molti preferiscono ignorare. E quando, nel 2011, il festival ricevette il Premio per i Diritti Umani dell’*Office in Washington for Latin American Affairs*, non fu un riconoscimento vuoto, ma la conferma che a volte il cinema può essere un megafono per ciò che il mondo si rifiuta di vedere. Ancora oggi, continua a usare quella piattaforma per parlare dei bambini migranti che attraversano il confine, come nel video Olvidados en la frontera, narrato da lui stesso nel 2015. Non è solo attore, regista o attivista: è qualcuno che capisce che tutte quelle etichette sono solo un modo per iniziare a raccontare una storia.

Dati

Nacimiento
29 dic 1979
País
🇲🇽 Messico