Inizio · Artisti · Chico Trujillo

🇨🇱 Cile · 1999–presente

Chico Trujillo

La musica di Chico Trujillo nasce da un incrocio inaspettato: la cumbia tradizionale cilena mescolata con rock, bolero e ska. Non è solo uno stile, ma un’attitudine che si avverte fin dalla prima nota. Nelle loro canzoni convivono melodie che sembrano fatte per feste di strada con arrangiamenti che ricordano le orchestre degli anni ’60, ma con un ritmo che invita a muoversi senza pensare. Quello che iniziò come un esperimento tra amici a Villa Alemana finì per diventare un suono proprio, in cui il folclorico e il moderno si incontrano senza forzature. La band non cerca di suonare "autentica" in senso accademico, ma la loro autenticità sta nel modo in cui suonano dal vivo: senza filtri, con l’energia di chi sta inventando qualcosa sul momento.

La svolta arrivò quando El Macha e alcuni suoi compagni de La Floripondio decisero di esplorare ritmi che non si adattavano alla loro precedente formazione. Durante un tour in Europa alla fine degli anni ’90, i ricordi delle cumbie ascoltate nell’infanzia — come quelle de Orquesta Huambaly o Los Viking's 5 — tornarono con forza. Al posto di suonare cuecas o tonadas, ciò che usciva dalle improvvisazioni con la chitarra erano cumbie, boleri e guarachas. Di ritorno in Cile, nel 2000, si riunirono a Villa Alemana per comporre le prime canzoni: brani come "Cabildo", "Déjame decirte algo" o "Me convertiste en santo" mescolavano testi quotidiani con melodie che sembravano già esistenti, ma che nessuno aveva registrato così. Il primo disco, registrato dal vivo nel 2001 e pubblicato sia in Cile che in Germania con il titolo ¡Arriba las nalgas!, catturò quel momento preciso: una prova collettiva che divenne una band.

1 Canzoni
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Canzoni essenziali

Dati, premi, membri e altro

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Biografia

Quello che seguì fu un decennio di esibizioni che definirono la loro identità. Nel 2002 e 2003, i loro concerti al Festival del Huaso de Olmué li misero di fronte a due leggende della cumbia cilena, Giolito y su Combo e La Sonora de Tommy Rey, in un summit tropicale che nessuno dimenticò. Nel frattempo, in Europa, la loro residenza al Café Zapata di Berlino (tra il 2002 e il 2009) li rese un fenomeno locale: suonavano in locali dove il pubblico ballava indipendentemente dalla lingua. Il disco Fiesta de Reyes (2003), registrato in quattro performance improvvisate, è una testimonianza di quell’epoca: senza pretese, solo l’energia di una band che scopriva che la sua versione migliore era sul palco. In Cile, nel frattempo, le loro feste autoprodotte al La Batuta o alla Estación Mapocho durante i Carnavales Culturales li consolidarono come un gruppo che non aveva bisogno di etichette o tour pagati per riempire i locali.

Tra il 2006 e il 2010 pubblicarono due dischi fondamentali che riflettevano la loro evoluzione. Cumbia Chilombiana (2006) e Plato Único Bailable (2008) mescolavano canzoni originali con versioni di cumbie classiche come "Daniela" o "El galeón español", ma sempre con quel marchio di fusione che li faceva suonare diversi. A quel punto erano già un punto di riferimento per le radio e i concerti dal vivo: "Loca", ad esempio, divenne un brano di diffusione massiccia, al punto da rifiutare inviti al Festival de Viña del Mar per non cadere nella logica degli spettacoli preconfezionati. Il loro tour negli Stati Uniti nel 2010 chiuse quella fase con un finale memorabile, ma senza tradire la loro essenza: Chico Trujillo non fu mai una band che cercava di registrare in studi perfetti, bensì un gruppo che sapeva che la loro musica si completava solo con il sudore di un concerto improvvisato in qualsiasi città del mondo.

Dati

Nascita
1 gen 1999
Paese
🇨🇱 Cile
Genere
Cumbia