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🇺🇸 Stati Uniti · 1926–1986

Benny Goodman

Il clarinetto di Benny Goodman non suona come quello di nessun altro. Il suo suono, pulito e preciso, taglia l’aria con una chiarezza che sembra sfidare la fisica del jazz. Non è solo tecnica: c’è qualcosa nel modo in cui fraseggia, nel modo in cui respira tra una nota e l’altra, che definisce uno stile che molti hanno cercato di imitare ma pochi sono riusciti a catturare. Goodman non ha inventato lo swing, ma lo ha portato dai club di Chicago al palcoscenico più rispettato al mondo: il Carnegie Hall, dove il 16 gennaio 1938 ha lasciato un’impronta che risuona ancora oggi. Per lui, la musica non era solo ritmo o melodia, ma un ponte tra mondi che la società dell’epoca teneva separati.

Negli anni Trenta, quando la segregazione razziale divideva ancora gli Stati Uniti, Goodman mise insieme una delle prime band integrate della storia. Prima arrivò Teddy Wilson al piano nell’autunno del 1936, poi Lionel Hampton alle vibrafono nel dicembre dello stesso anno, e in seguito Charlie Christian con la sua chitarra elettrica nell’estate del 1939. Non fu un gesto politico, ma musicale: Goodman cercava il miglior suono, indipendentemente dal colore della pelle. Che lo facesse in un’epoca in cui suonare con musicisti neri avrebbe potuto costargli la carriera — o addirittura la libertà nel Sud — parla di una convinzione che andava oltre i palcoscenici. Per contestualizzare, tutto questo avvenne un decennio prima che Jackie Robinson infrangesse la barriera razziale nel baseball professionistico.

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Dati, premi, membri e altro

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Biografia

La sua influenza non si limita a ciò che ha registrato. Goodman era il tipo di musicista che plasmava carriere senza bisogno di dire una parola. Glenn Miller, ad esempio, suonò nelle sue prime sessioni e imparò da lui prima di formare la sua orchestra. Arrivò persino a scrivere "Room 1411" insieme a Goodman nel 1928, una delle prime composizioni registrate di Miller. Ma dove lasciò davvero il segno fu al Carnegie Hall in quel giorno del 1938. Secondo il critico Bruce Eder, fu "il concerto più importante di jazz o musica popolare della storia": il momento in cui lo swing smise di essere un genere da club per diventare qualcosa che anche l’élite culturale non poteva ignorare. Goodman non cercava di essere un rivoluzionario, ma il suo perfezionismo — e la sua capacità di circondarsi dei migliori — finì per cambiare il corso della musica.

Dati

Nacimiento
30 may 1909
País
🇺🇸 Stati Uniti
Género
big band

Premi e riconoscimenti

  • Grammy alla carriera

Etichette discografiche

V-Disc