All'interno di questa opera, alcuni brani spiccano per la capacità di evocare immagini e sensazioni. Aspettare… e …ed aspettare, ad esempio, suggeriscono una narrazione che ruota attorno alla pazienza e all'attesa, elementi che si sviluppano lungo tutto il disco. Carillon, invece, potrebbe evocare una sonorità più giocosa o malinconica, a seconda dell'interpretazione. Il brano che dà il nome all'album, Sabato pomeriggio, chiude questa sequenza, offrendo una conclusione all'atmosfera proposta. L'inclusione di titoli come Alzati Giuseppe o Lampada Osram aggiunge un tocco di particolarità, suggerendo storie o scenari specifici che Baglioni esplora nella sua composizione.
Il contesto di produzione di Sabato pomeriggio si colloca in un periodo in cui Claudio Baglioni aveva già consolidato una presenza nella scena musicale italiana. Sebbene questo album non venga menzionato esplicitamente in relazione a record di vendite o premi specifici come altre sue opere successive, come La vita è adesso (1985) o Oltre (1990), rappresenta un pezzo importante nella sua discografia. La sua pubblicazione nel 1975 lo situa in una fase creativa in cui, senza dubbio, stava esplorando e definendo il suo stile lirico e musicale, gettando le basi per la popolarità che avrebbe raggiunto nei decenni successivi.